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PROGRAMMA DI EMERGENZA

PROTEZIONE DELLE MINORI NEI CAMPI PROFUGHI IN NORD UGANDA

foto progetti emergenza

Introduzione
Obiettivo
Risultati attesi
Strategie di intervento
I progetti
Conclusioni

INTRODUZIONE torna a inizio pagina

Il Piano Operativo Generale di questo Programma e’ stato preparato sulla base di una nostra missione ricognitiva effettuata nei distretti di Kitgum, Pader e Gulu nel periodo 25 novembre- 20 dicembre 2005.

foto progetti emergenza
La missione e’ stata preceduta da numerosi incontri organizzati dalle Agenzie delle Nazioni Unite, in particolare da UNOCHA dove hanno partecipato il Governo, le cooperazioni bilaterali, la Comunita’ Europea, le ONG internazionali e locali.
Temi degli incontri sono stati la crisi umanitaria nel Nord Uganda con particolare riferimento ai problemi riguardanti i campi per le popolazioni sfollate.
Quanto recepito durante la missione di ricognizione ha indicato chiaramente che la priorita’ assoluta che la comunita’ internazionale deve urgentemente affrontare nel Nord Uganda e’ la violazione diffusa dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda l’abuso sessuale sulle minori, realta’ non dovutamente conosciuta e sufficientemente considerata dal Governo e dalla comunita’ internazionale.


foto progetti emergenzaL’abuso sessuale sulle minori nei campi profughi e’stato oggetto di una approfondita indagine effettuata dall’ufficio del Programma mediante incontri con le donne e le minori residenti in diversi campi situati nei distretti di Pader , Kitgum e Gulu.
Il fenomeno dell’abuso sessuale sulle minori, anche sotto la forma della prostituzione minorile, e’ motivato da una serie di fattori fra loro interdipendenti quali la poverta’ assoluta, la estrema congestione dei campi, la perdita della identita’ culturale e dei valori morali in essa contenuti, l’assenza di qualsiasi attivita’ per i giovani dei campi ed infine l’esodo notturno incontrollato dei giovani verso aree dei campi meno esposte agli attacchi e rapimenti da parte dei ribelli.
Su tale contesto la presenza di soldati e milizie locali, preposti alla protezione dei civili dagli attacchi dei ribelli, costituisce un fattore aggravante in quanto i militari sono fra le poche persone nei campi che hanno una certa disponibilita’ economica .

Per maggiori dettagli su questo argomento si rimanda al rapporto preparato dall’ufficio del Programma: Impunita’e Silenzio, denuncia degli abusi sessuali commessi sulle minori in nord Uganda disponibili nella sezione Testimonianze.

Va inoltre notato che durante il lancio dell’Appello Consolidato delle Nazioni Unite a favore del nord Uganda per il 2006 avvenuto il 12 dicembre 2005, Il tema della violazione dei diritti umani e’ stato citato come il problema piu’grave e meno considerato nell’ambito della crisi Umanitaria del Nord Uganda,
Pertanto, sulla base di quanto sopra riportato, ed in considerazione della opportunita’ di concentrare le attivita’ su precise aree tematiche e geografiche per assicurare un impatto tangibile, il Programma di Emergenza per il 2006 e’ stato interamente dedicato alla protezione dei minori dagli abusi sessuali.

foto progetti emergenzaL’intervento e’ stato focalizzato sui distretti piu’ svantaggiati in termini di ampiezza e gravita’ del fenomeno e presenza di interventi umanitari: Pader, Kitgum e Gulu
Le attivita’ sono state avviate principalmente nel distretto di Pader, sicuramente il piu’ svantaggiato e dove il fenomeno dell’abuso sui minori e’ stato da noi sufficientemente documentato, ed in misura minore nei distretti di Kitgum e di Gulu, dove l’intervento umanitario e’ meglio strutturato anche se ancora insufficiente.

Il tema prescelto, preliminarmente discusso con le agenzie delle Nazioni Unite, ha riscosso grande interesse e consenso, come peraltro confermato dalla efficace assistenza fornita dalla Agenzia di Coordinamento delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari( UNOCHA) durante le visite nei campi e le interviste con i gruppi di donne, assistenza che ha facilitato la preparazione del rapporto succitato riguardo gli abusi sulle minori.

Simile conferma e’ stata altresi’ espressa dal rappresentante del Programma Mondiale della Alimentazione (WFP) che ha accettato la nostra richiesta riguardo l’utilizzo di parte del contributo recentemente accordato dal nostro Governo per fornire supporto alimentare alle scuole che aderiscono alla nostra proposta di reintegrazione scolastica delle ragazze in situazione difficile.

OBIETTIVO torna a inizio pagina

“ Contribuire alla protezione dagli abusi delle adolescenti residenti nei campi profughi nei distretti di Pader Kitgum e Gulu.”

RISULTATI ATTESI torna a inizio pagina

  1. Nei campi profughi del distretto di Pader e’ in atto la prevenzione degli abusi commessi sui minori ed il sostegno psico sociale ed economico delle vittime e delle loro famiglie.
  2. Circa mille ragazze adolescenti in situazioni difficili sono reintegrate e sostenute nelle scuole primarie, secondarie e tecniche dei distretti di Pader, Kitgum e Gulu nell’ambito delle attivita’ del programma ed usufruiscono di adeguato supporto psico sociale da parte degli insegnanti e del personale del Programma.
  3. Il ruolo delle scuole partecipanti al programma per la protezione delle minori e’ adeguato alle necessita’.
  4. Le infrastrutture di alcune scuole che ospitano le studentesse sostenute dal Programma sono riabilitate.
  5. L’ ospedale di rifermento per il distretto di Pader, Kalongo, offre servizi ostetrici gratuiti alle adolescenti a rischio di complicanze ostetriche.

STRATEGIE DI INTERVENTO torna a inizio pagina

  1. Vista la pecularieta’ e le implicazioni personali e culturali dei problemi da affrontare, tutte le attivita’ sono gestite direttamente dall’ufficio del Programma in collaborazione con gruppi comunitari ed organizazioni religiose locali di comprovata esperienza nel settore degli abusi sui minori e che condividono lingua e cultura dei beneficiari del Programma.
  2. La reintegrazione deelle minori nelle scuole di diverso ordine e grado e’ stata effettuata giovandosi delle competenze specifiche e della collaborazione degli Uffici distrettuali ddell’Educazione che usufruiscono del supporto logistico del programma per la supervisione delle scuole.
  3. Il Programma fornisce assistenza tecnica e finanziaria alle scuole per rinforzare il lororuolo di protezione delle minori.
  4. Sono favorite sinergie ed azioni complementari con interventi di altre Agenzie delle Nazioni Unite finanziate sia con fondi italiani come nel caso del Programma Alimentare Mondiale, sia con altri finanziamenti.

I PROGETTI torna a inizio pagina

Reintegrazione scolastica della minori ad alto rischio sociale residenti nei campi profughi dei distretti di Pader, Kitgum e Gulu.
Promozione dei diritti umani, supporto psico sociale e protezione delle minori residenti nei campi profughi della contea di Agago nel distretto di Pader.
Istituzione a Kalongo, distretto di Pader, di un centro sociale e di formazione professionale per le minori in situazioni particolarmente difficili.
Contributo al recupero della identità culturale delle tradizioni locali.
Interventi sulle infrastrutture di alcune scuole partecipanti al programma.
Sostegno finanziario all' "Ambrosoli Memorial Hospital" di Kalongo per offrire servizi ostetrici gratuiti.
Distribuzione di beni di prima necessità nei campi profughi situati in aree remote.

CONCLUSIONI torna a inizio pagina

A due mesi dal termine previsto per la conclusione del programma, 31 maggio 2007, e’ possibile affermare che in linea di massima i risultati attesi indicati a pag 2 sono stati raggiunti, anche se alcuni debbono essere consolidati, in particolare il n.3.1 che si riferisce alla protezione dei minori nei campi profughi.

foto progetti emergenzaQuesta affermazione e’ confermata dal forte interesse per l’iniziativa e dalla fattiva collaborazione offerta dalle autorita’ locali, dalle scuole, dalle comunita’ ed in particolare dai genitori e le loro figlie che hanno espresso in diverse circostanze il sincero apprezzamento per gli scopi del Programma ed i risultati sino ad ora raggiunti.

E’ tuttavia da considerare il fatto che un intervento che affrontata un tema cosi’ complesso come quello dell’abuso sui minori in un contesto cosi’ difficile e mutevole come quello del Nord Uganda oggi, non possa in breve tempo offrire una risposta esauriente ai problemi considerati e assicurarne la sostenibilita’
E’ possibile peraltro che i risultati ottenuti possano essere meglio definiti nel primo semestre del 2007 attraverso il proseguimento di attivita’ i cui costi potranno essere coperti a valere sui risparmi operati sul budget del Programma.

foto progetti emergenzaOccorre considerare che nella auspicabile ipotesi che i colloqui di pace in corso tra Governo e LRA abbiano esito positivo, 1.800.000 sfollati faranno gradualmente ritorno nei luoghi di orgine, come peraltro sta gia’ avvenendo in alcuni distretti, ponendo fine alla triste realta’ dei campi profughi.
Ma il ritorno non implica per se la liberazione dai mali acquisiti durante tanti anni.
Pertanto e' stata approvata una nuova iniziativa che possa fare fronte ai bisogni prioritari emergenti delle comunita’ in occasione del loro ritorno ai luoghi di origine abbandonati da anni, tra questi appunto la ricostruzione del tessuto socio culturale sia a livello familiare che di comunita’, condizione necessaria per la salvaguardia dei diritti umani in particolare quelli dei minori.

Kampala, 01 aprile 2007

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