Reintegrazione scolastica delle minori
ad alto rischio sociale residenti nei campi profughi dei distretti
di PADER, KITGUM e GULU
Obiettivo:
Protezione dagli abusi di 1000 ragazze minorenni ad alto rischio
sociale residenti nei campi profughi attraverso il reinserimento
in scuole a convitto di adeguato livello educativo.
Beneficiari:
Mille minorenni residenti nei campi profughi dei distretti di
Pader, Kitgum e Gulu.
Durata:
Due anni scolastici
Gestione:
Diretta, ufficio del Programma
Costo:
400.000 euro
Stato
di avanzamento:
Concluso per l’anno scolastico 2006.
In corso per il 20007
Come
accennato nel paragrafo introduttivo, le precarie condizioni
di vita nei campi profughi, caratterizzate da poverta’
estrema, dipendenza totale dall’aiuto umanitario, congestione,
promiscuita’ ed abuso di alcolici, rappresentano le cause
piu’ rilevanti dei frequenti abusi sessuali nei confronti
delle minorenni.A tanta miseria si aggiunge l’effetto
devastante di frequenti incendi, spontanei o dolosi, delle capanne,
addossate come sono l’una all’altra.

Ad esempio,nel campo profughi di Padibe, distretto di Kitgum
ben 1.500 capanne sono bruciate in poche ore e, a distanza di
mesi, la popolazione vive ancora sotto i teli di plastica bianchi
forniti dalle agenzie UN alla merce’ delle intemperie
e, peggio ancora, degli uomini.
Secondo quanto riferito recentemente dalle autorita’ del
distretto di Pader, nel primo semestre del 2006 circa 3000 minorenni
sono state vittime di stupri in nord Uganda. Si puo’ inoltre
aggiungere che un numero imprecisabile di minorenni, ma sicuramente
maggiore del precedente, costituito principalmente da orfane
di padre e madre, e’ coinvolto nella prostituzione, spesso
come ultima strategia per la sopravvivenza, a volte su istigazione
degli stessi familiari.
Per maggiori informazioni su questo argomento si rimanda ai
succitato documento conenuto nella sezione
Testimonianze dove le madri e le adolescenti residenti
nei campi descrivono le insostenibili condizioni di vita nei
campi, le implicazioni culturali e sociali per le famiglie e
denunciano con forza l’abuso commesso sulle proprie figlie
e le gravi conseguenze morali, sociali e fisiche che ne derivano.
Infine le donne intervistate propongono alcuni interventi per
proteggere le figlie.
A questo proposito si rimanda al Rapporto Mondiale sulle Violenze
Contro i bambini pubblicato dalle Nazioni Unite nel mese di
ottobre 2006 dove e’ denunciato il fatto che 2.000.000
di bambini sono giornalmente coinvolti nella prostituzione.
E
importante notare come l’obiettivo del Programma e tutti
i progetti che lo costituiscono, qui di seguito descritti, sono
stati ispirati da queste
testimonianze e pertanto costituiscono la risposta
a quanto le donne hanno denunciato e richiesto.
Fra
quelle richieste e’ incluso il sostegno finanziario per
il reinserimento delle minori a piu’ alto rischio sociale,
come le orfane totali, nelle scuole a convitto, generalmente
frequentate da ragazze estranee alle esperienze negative frequenti
nei campi profughi.
Pertanto sono state identificate circa mille minorenni tra i
dieci e i diciotto anni in condizioni difficili che avevano
lasciato la scuola per motivi economici e o sociali e si e’
provveduto ad iscriverle, a carico del Programma, nelle migliori
scuole a convitto dove e’ stata offerta non solo la opportunita’
di continuare gli studi ma soprattutto la possibilita’
di essere a contatto con realta’ diverse da quelle esistenti
nei campi dove le ragazze hanno sempre vissuto, scambiando esperienze
con studentesse che provengono da famiglie e contesto sociale
dove violenze e degrado morale sono l’eccezzione piuttosto
che la norma.
Le scuole partecipanti al programma sono ventuno, situate in
cinque distretti e comprendono scuole elementari, licei, magistrali
e scuole di avviamento al lavoro
.
Durante le frequenti visite alle scuole, sono stati rilevati
due fattori che influiscono negativamente sull’apprendimento
scolastico: la scarsa qualita’ dell’insegnamento
ricevuto nelle scuole di provenienza ed i traumi psicologici
dovuti alla guerra ed agli abusi subiti, va infatti notato che
un buon numero delle ragazze sono ex bambine soldato e/o schiave
sessuali rapite a suo tempo dai ribelli.
Tuttavia,
grazie all’impegno e alla solidarieta’ delle insegnanti
e al supporto psicologico offerto costantemente dal personale
del Programma, si rileva la progressiva integrazione delle studentesse
nel contesto scolastico con benefici effetti psicologici che
si riflettono poi sulle capacita’ di apprendimento come
confermato dai migliori risultati scolastici ottenuti alla fine
del secondo trimestre.
Le
studentesse sono ospitate in scuole a convitto dove trascorrono
grande parte del loro tempo, rifiutando nella maggioranza dei
casi di tornare nei campi nei periodi di vacanza. Si e’
ritenuto pertanto necessario sostenere e rinforzare il ruolo
degli insegnanti riguardo il sostegno psicologico e l’educazione
morale delle studentesse, in particolare per quelle che hanno
subito gravi traumi psicologici o che provengono da famiglie
problematiche.
A questo scopo sono stati organizzati seminari e corsi di aggiornamento
per gli insegnanti sui diritti umani dei minori e loro salvaguardia.
I corsi di formazione, che riguardano circa ottanta insegnanti
di trenta scuole, sono attualmente in corso e saranno conclusi
a breve.

Infine, con lo scopo di promuovere la salvaguardia dei diritti
umani fra giovani ed insegnanti stessi nelle zone rurali dove
minore e’ il controllo sugli abusi sessuali ed in collaborazione
con gli insegnanti, e’ stato lanciato un concorso fra
le studentesse delle differenti scuole per scrivere una lettera
ad una ipotetica amica rimasta nei campi profughi e dunque esposta
ai rischi di abuso, raccontando le proprie esperienze nei campi,
come diminuire il rischio di subire abusi ed i pericoli inerenti
ad un comportamento scorretto. Le lettere vincitrici saranno
inserite in trentamila quaderni e distribuite in cento scuole
medie e licei situati in zone rurali.
Sempre con il medesimo intento saranno a breve stampati posters
sul tema della protezione dei minori che potranno essere distribuiti
in scuole e comunita’.
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