
SOSTEGNO
ALL’ INTEGRAZIONE DEI SERVIZI SANITARI PUBBLICI
E PRIVATI
“PPPH SUPPORT PROGRAM”
ORIGINI DELL'INTERVENTO 
Lo
stato di salute della popolazione ugandese, come evidenziato
da alcuni dei principali indicatori, presenta ancora alcuni
aspetti preoccupanti.
La poverta’, le carenze nel settore educativo, il difficoltoso
accesso alle strutture sanitarie distribuite in modo disomogeneo
nel paese e la scarsita’di personale sanitario giocano
un ruolo determinante nel mantenimento della attuale situazione.
Il governo ugandese ha sviluppato, nel corso degli anni, importanti
riforme nel settore sanitario a medio e lungo termine, con buoni
risultati.
Una delle aree di intervento del governo è la collaborazione
tra il settore pubblico e quello privato nell’erogazione
dei servizi sanitari che, dopo essere passata attraverso semplici
sussidi al settore privato o vari programmi generici e spesso
non coordinati tra loro, si configura attualmente come politica
nazionale di “Integrazione tra Pubblico e Privato nel
settore Sanitario – Public Private Partnership in Health
– PPPH” che la Cooperazione Italiana supporta economicamente
e tecnicamente.
I
primi accordi per intraprendere un’alleanza sostenibile
tra il settore pubblico e quello privato in ambito sanitario,
risalgono alla fine degli anni ’90 e, grazie anche al
supporto italiano, l’integrazione tra pubblico e privato
e’ stata inserita nel Primo Piano Strategico Sanitario
Ugandese 2000-2005 e successivamente, in forma piu’ ampia,
anche nel Secondo Piano Strategico Sanitario 2006-2010.
OBIETTIVI DELL'INTERVENTO

L’obiettivo
della Cooperazione Italiana nel supporto alla politica di “Partnership”
consiste nel migliorare lo stato di salute della popolazione
attraverso un incremento dell’accessibilita’ a strutture
e servizi sanitari adeguati e ad una migliore distribuzione
del personale sanitario nei vari distretti e sotto-distretti.
Lo sviluppo e l’istituzionalizzazione della “Partnership”
permettono la realizzazione di un sistema sanitario pluralistico,
ottimizzando l’impiego delle risorse disponibili e migliorando
l’integrazione funzionale tra i vari enti che erogano
servizi sanitari.
L’intervento
adotta la metodologia prevista dalla politica di sviluppo globale
del paese garantita dall’adesione al “Sector Wide
Approach – SWAp” ed aderisce ai principi contenuti
nel piano nazionale per la lotta contro la poverta’ “Poverty
Eradication Action Plan - PEAP”, in tema di rafforzamento
dello sviluppo socio-economico del paese.
Il
settore privato soprattutto non a fine di lucro e’ molto
diffuso in Uganda soprattutto nelle zone rurali e rappresenta
un’ importante opportunità per raggiungere ampie
fasce di popolazione che non avrebbero altrimenti accesso ai
servizi sanitari.
Senza lo sviluppo di una politica di integrazione accettata
e condivisa, la collaborazione con le strutture sanitarie private
risulta di difficile inquadramento nei piani di sviluppo governativi
sia in termini di identificazione di opportunità che
di monitoraggio degli interventi.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Negli
ultimi anni sono stati compiuti considerevoli sforzi per migliorare
la funzionalità del settore sanitario, per rendere operativi
programmi di controllo delle patologie piu’ comuni e riorientare
i servizi di assistenza sanitaria primaria. La decentralizzazione
amministrativa e gestionale in atto a livello distrettuale,
l’attivazione dei sotto-distretti volti a portare i servizi
sanitari piu’ vicini alla popolazione di riferimento e
a raccoglierne piu’ facilmente le esigenze, ha avuto un
impatto positivo, evidenziato dal miglioramento di numerosi
indicatori sanitari e dall’aumento nell’utilizzo
dei servizi stessi.
Persistono
comunque fattori di preoccupazione come:
-
l’ alta prevalenza delle malattie trasmissibili;
-
l’aumento delle malattie cronico degenerative;
-
l’incremento nella domanda di servizi legato alla crescita
della popolazione e agli effetti dell’HIV/AIDS;
-
l’insufficienza delle risorse allocate per il settore.
Il
settore sanitario privato, che ha finora giocato un ruolo determinante
nel raggiungimento dei risultati, risulta indispensabile per
proseguire verso un decisivo miglioramento dello stato di salute
della popolazione.
Il
Piano Strategico Sanitario Nazionale, individua nell’ambito
del sistema privato, i seguenti settori:
-
settore
senza fine di lucro, “Private Not For Profit –
PNFP”;
-
settore a fine di lucro, “Private Health Practitioner
– PHP”;
-
settore della Medicina Tradizionale e Complementare, “Traditional
and Complementary Medicine – TCM”.
Nonostante
alcuni strumenti legislativi attendano ancora l’approvazione
definitiva, l’integrazione tra il sistema sanitario pubblico
e quello privato si sta sviluppando in maniera soddisfacente
sia in termini di erogazione di servizi che di formazione del
personale infermieristico.
Studi e ricerche per migliorare ulteriormente l’integrazione,
per adeguare le allocazioni dei finanziamenti, per ottenere
accordi contrattuali più efficienti e per incrementare
la collaborazione tra i tre settori privati “PNFP, PHP,
TCM”, sono in via di svolgimento nell’ambito del
progetto.
Le
attivita’ specifiche individuate prevedono il:
-
completamento
del processo di definizione della politica sanitaria nazionale
per il settore, mediante la finalizzazione del documento tecnico
sulla partnership e la sua promozione per l’approvazione
legislativa presso le sedi competenti (Ministero della Sanita’,
Assemblea Sanitaria Nazionale, Riunione Sanitaria Nazionale
Congiunta tra Governo Ugandese e Paesi Donatori - Joint Review
Mission e Piano Strategico Sanitario Nazionale);
-
supporto all’attuazione delle politiche identificate,
affinché quanto approvato a livello centrale possa
essere concretamente applicato anche a livello distrettuale,
considerato il processo di decentramento sanitario in atto
in Uganda.
Il
documento tecnico in questione si compone di 4 parti:
-
parte
prima:
comprende l’analisi della situazione esistente e le
indicazioni generali per l’integrazione fra enti sanitari
pubblici e privati (principi ed obiettivi della Partnership);
-
parte
seconda: presenta un’analisi descrittiva del
settore sanitario privato non a fine di lucro (Private Not
For Profit - PNFP), individua i principi e le linee guida
per l’integrazione del settore privato PNFP con il settore
pubblico ed infine delinea i criteri che garantiscono l’accreditamento
delle strutture sanitarie private PNFP da parte del Governo;
-
parte
terza: presenta un quadro descrittivo del settore
sanitario privato a scopo di lucro (Private Health Practitioners
- PHP), individua i principi e le linee guida per l’integrazione
del settore privato PHP con il settore pubblico ed infine
delinea i criteri che garantiscono l’accreditamento
delle strutture private PHP;
-
parte
quarta: inserisce per la prima volta la Medicina
Tradizionale e Complementare, molto diffusa in Uganda, come
componente ufficiale del settore sanitario privato nella Partnership
con il settore sanitario pubblico. Il policy paper sulla Medicina
Tradizionale e Complementare fornisce un quadro dettagliato
delle pratiche attualmente in uso nel paese, definisce gli
obblighi di tutela riconosciuti sia a livello nazionale che
internazionale rispetto alla Medicina Tradizionale e Complementare
e presenta le ragioni a sostegno di una normativa (policy)
per la Medicina Tradizionale e Complementare, sulla base delle
indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della
Sanita’.
QUADRO ISTITUZIONALE 
Nel
Piano Strategico Sanitario Ugandese 2006-2010, il settore privato,
soprattutto non a fine di lucro, rappresenta un partner fondamentale
nell’offerta di servizi sanitari avendo gia’ da
tempo avviato forme di collaborazione con il governo finalizzate
a condividere gli obbiettivi, evitare duplicazioni di servizi
e contemporaneamente migliorare la copertura territoriale. La
collaborazione non si limita al semplice settore clinico-assistenziale
ma comprende anche funzioni gestionali, amministrative e contabili
affidate a numerose istituzioni private in qualita’ di
direzione dei sottodistretti (centri di salute di IV livello
o ospedali).
Le linee guida alla base dello sviluppo della partnership sono
le seguenti:
-
scopo e livello di collaborazione sono connessi al grado di
sovrapposizione delle missioni delle singole istituzioni;
-
il governo centrale mantiene, anche in un’ottica di
decentramento istituzionale, la responsabilita’ per
la formulazione della politica sanitaria e promuove consultazioni
periodiche con i partner sanitari;
-
i piani operativi del settore sanitario privato supportano
il Piano Sanitario Nazionale e sono integrati nei piani sanitari
distrettuali. I programmi del settore privato continuano a
fornire contributi significativi allo sviluppo di infrastrutture
e risorse umane per migliorare la qualità dei servizi
a tutti i livelli;
-
il sistema governativo e quello privato tendono a razionalizzare
e rendere complementari i servizi, piuttosto che duplicarli
per migliorare l’accesso alle strutture, potenziare
le risorse umane e ridurre le barriere economiche, sociali
e culturali esistenti;
-
le strutture sanitarie private devono offrire servizi di qualità
secondo gli standard di qualità minima stabiliti dal
Ministero della Sanita’. Viene incoraggiata comunque
l’autoregolazione di ogni settore;
-
governo e privati assicurano un’equa allocazione delle
risorse in accordo con i bisogni della popolazione: la collaborazione
nel settore e’ rivolta principalmente a migliorare l’assistenza
sanitaria alle persone più povere e svantaggiate;
-
l’identità e l’autonomia di ognun partner
viene preservata;
-
i professionisti del settore privato e gli operatori della
Medicina Tradizionale e Complementare contribuiscono a fornire
servizi che vanno incontro alle esigenze degli utenti e che
non sono coperti dal servizio pubblico o privato senza fine
di lucro.
SOSTENIBILITA' E SVILUPPI
FUTURI 
-
La
sostenibilita’ dell’integrazione tra pubblico
e privato e’ legata alla volonta’ di riconoscere
allo Stato il ruolo di elaborare politiche e piani nazionali,
provvedere al loro finanziamento e assicurarne il monitoraggio,
permettendo l’erogazione dei servizi al settore privato,
in complementarieta’, per un uso ottimale delle risorse
disponibili.
-
Il
settore privato contribuisce alla sostenibilità del
processo di integrazione, conservando le proprie reti di agevolazioni
e servizi complementari, capaci di resistere ad eventi sociali,
politici ed economici, che possono avere ripercussioni negative
nell’erogazione dei servizi sanitari pubblici.
-
L’integrazione
tra pubblico e privato da origine ad un sistema misto nell’offerta
di servizi sanitari che garantisce una maggiore solidita’
all’intero settore.
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