
Adeguamenti funzionali
nel Lacor Hospital del post Ebola
Settore
di intervento
Emergenza - Sanitario
Ubicazione
geografica
Uganda – Gulu
Donatori
MAE
(DGCS) - Unione Europea
CONTESTO ALL'INTERNO
DEL QUALE NASCE IL PROGETTO 
L’Ospedale
St. Mary's Lacor di Gulu, è situato nel nord dell'Uganda
e serve un’area da sempre teatro di tensioni sociali e
di lotta armata tra l’ala radicale delle tribù
del nord (gli Acholi, nilotici) contro il governo di Kampala
(Bantu). Ormai, da molti anni questa guerriglia si alimenta
di parole d’ordine ispirate ad un fanatismo religioso
che giustifica qualunque atrocità perpetrata a danno
delle popolazioni inermi. Le fila dei ribelli vengono rinfoltite
dall’arruolamento coatto di giovani e giovanissimi, rapiti
durante incursioni notturne nei villaggi. Il governo ha “invitato”
la gente ad abbandonare i villaggi ed a radunarsi in campi che
raccolgono migliaia di “internal displaced” con
protezione militare. Questa soluzione ha creato grandi disagi
alla popolazione, costretta a vivere oramai da anni in una situazione
di precarietà e di dipendenza dagli aiuti esterni (governativi
e della cooperazione internazionale). Da anni, ogni notte, migliaia
di bambini cercano rifugio anche all’interno dell’Ospedale
Lacor, che li ospita nelle verande dei reparti e sotto tettoie
allestite in una situazione di emergenza cronica.
MOTIVAZIONI
DEL PROGETTO 
AISPO
collabora con l’ospedale Lacor di Gulu dal 1994, con progetti
di sviluppo ma anche di emergenza, durante le fasi più
acute dell’attività di guerriglia. Quando, alla
fine del 2001, scoppiò l’epidemia di Ebola, l’ospedale
organizzò una risposta sanitaria attiva che prevedeva
anche il ricovero dei pazienti emorragici in un reparto di alto
isolamento creato appositamente secondo le linee guida dell’OMS.
Lo scotto pagato dall’ospedale fu enorme, con la morte
di ben 11 tra medici ed infermieri. Tra questi anche l’allora
direttore sanitario dr. Mattew Lukwia, pediatra. Molto del personale
decise di lasciare l’ospedale, che si ritrovò in
grave carenza di risorse, sia umane che finanziarie.
OBIETTIVI DEL
PROGETTO 
BENEFICIARI

Beneficiari
sono stati i pazienti del Lacor Hospital che hanno potuto usufruire
del potenziamento della struttura. Si tratta di oltre 200.000
tra pazienti ricoverati e visitati a livello ambulatoriale all’anno,
a cui vanno aggiunti almeno 150 studenti delle scuole annesse
all’ospedale. Il Lacor Hospital è inoltre il più
importante datore di lavoro privato del distretto, in quanto
occupa in modo continuativo circa 500 persone, rappresentando
cosi' un elemento tutt’altro che trascurabile nella economia
locale.
DESCRIZIONE
DEL PROGETTO E DELLE ATTIVITA’
Le
attività progettuali hanno cercato di sviluppare le capacità
operative dell’ospedale rafforzando sia la competenza
medico-clinica, che l’aspetto gestionale-organizzativo.
Si sono promosse attività di ri-organizzazione e potenziamento
del servizio infermieristico dell’ospedale, in particolare
sviluppando protocolli operativi a protezione dei rischi
professionali, con particolare riferimento alle malattie
infettive emergenti a protezione dei pazienti ma anche degli
stessi operatori. Una attività similare è stata
portata avanti nel laboratorio, dove gli operatori sono a stretto
contatto con materiale biologico infetto ed è quindi
necessario sviluppare ed applicare protocolli specifici.
Sempre
nell’ottica della promozione di una politica di sicurezza
ospedaliera, attività didattiche sono state realizzate
per la formazione del personale medico e paramedico addetto
al blocco operatorio: tra le tematiche affrontate quelle dei
rischi connessi al contatto con sangue ed emoderivati e quelle
legate all’uso di trasfusioni ed emoderivati.
Una
problematica spesso presente in strutture ospedaliere dei PVS
è il non-corretto utilizzo di farmaci, sia da un punto
di vista qualitativo o quantitativo. Questo incide sulla qualità
dell’offerta clinica, ma anche sui costi ospedalieri.
Grazie all’assistenza tecnica di un farmacista per tutto
il periodo del progetto, si è addivenuti ad un migliore
e più economico utilizzo dei farmaci anche grazie alla
creazione di commissioni miste per la standardizzazione dei
protocolli terapeutici. Si è altresì proceduto
alla organizzazione di un laboratorio per la produzione di prodotti
galenici ed alla installazione di una linea per la produzione
di liquidi endovenosi ed alla standardizzazione dei protocolli
diagnostici e per la richiesta esami di laboratorio.
RISULTATI OTTENUTI
