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In questo numero :


Programma di sostegno all’integrazione dei servizi sanitari pubblici e privati:
risultati ottenuti ed aspettative future

Giuseppe Braghieri, Esperto Sanitario, Coordinatore Programmi Sanitari.
Nelson Musoba, Consulente in Sanita’ Pubblica

La presenza di strutture sanitarie private, prevalentemente non a fine di lucro (Private non for profit – PNFP), accanto a quelle statali, ha indotto il Governo Ugandese e quello Italiano a varare uno specifico programma “Public Private Partnership in Health - (PPPH)” allo scopo di:

  • regolamentare le modalita’ di collaborazione tra i due settori rafforzandone l’integrazione;
  • evitare la duplicazione di strutture e servizi razionalizzandone la distribuzione sul territorio per favorire l’accesso della popolazione;
  • contenere i costi e migliorare la qualita’ dei servizi offerti.

Il protocollo d’accordo intergovernativo sottoscritto nel 2001 prevedeva la creazione di un ufficio di riferimento in grado di:

  • coordinare le attività di “partnership” a livello centrale e periferico;
  • fornire assitenza tecnica alla realizzazione della politica di “partnership”, guidandone lo sviluppo e la fase realizzativa;
  • sostenere e facilitare ogni forma di collaborazione tra strutture pubbliche e private;
  • condurre studi e ricerche per potenziare i risultati dell’integrazione tra i due settori;
  • produrre e distribuire materiale formativo ai gestori delle strutture private ed informativo alla popolazione per migliorare l’efficienza della collaborazione;
  • coinvolgere gli altri partners per lo sviluppo nel sostegno alla integrazione tra il settore sanitario pubblico e quello privato.

Il programma, iniziato nel 2003 ed attualmente in fase di conclusione, ha contribuito al raggiungimento dei seguenti risultati:

  1. Attivazione dell’ufficio di riferimento sulla partnership tra pubblico e privato nel settore sanitario “PPPH Desk Office” a livello centrale e di oltre 40 “PPPH Offices” a livello periferico (distrettuale).
  2. Elaborazione e stesura di un documento tecnico in grado di fornire al legislatore ugandese tutti gli elementi necessari alla corretta formulazione della proposta di legge sulla partnership, ovvero sull’integrazione dei servizi sanitari pubblici e privati.

Il documento tecnico in questione si compone di 4 parti:

  • Parte prima: comprende l’analisi della situazione esistente e le indicazioni generali per l’integrazione fra enti sanitari pubblici e privati (principi ed obiettivi della Partnership).
  • Parte seconda: presenta un’analisi descrittiva del settore sanitario privato non a fine di lucro (Private Not For Profit - PNFP), individua i principi e le linee guida per l’integrazione del settore privato PNFP con il settore pubblico ed infine delinea i criteri che garantiscono l’accreditamento delle strutture sanitarie private PNFP, da parte del Governo.
 
  • Parte terza: presenta un quadro descrittivo del settore sanitario privato a scopo di lucro (Private Health Practitioners - PHP), individua i principi e le linee guida per l’integrazione del settore privato PHP con il settore pubblico ed infine delinea i criteri che garantiscono l’accreditamento delle strutture private PHP.
  • Parte quarta: inserisce per la prima volta la Medicina Tradizionale e Complementare, molto diffusa in Uganda, come terza componente del settore sanitario privato nella Partnership con il settore sanitario pubblico (il 60% della popolazione ugandese si rivolge inizialmente alla medicina tradizionale). Il documento sulla Medicina Tradizionale e Complementare fornisce un quadro dettagliato delle pratiche in uso attualmente nel paese, definisce gli obblighi di tutela riconosciuti sia a livello nazionale che internazionale rispetto alla Medicina Tradizionale e Complementare e presenta le ragioni a sostegno di una normativa (policy) per la Medicina Tradizionale e Complementare.
  1. Formazione di oltre 1500 membri dei comitati di gestione delle strutture no-profit, di circa 100 gestori di strutture private a fine di lucro e mappatura di oltre 2000 strutture sanitarie con la creazione di un data base (in collaborazione con l’organizzazione PHRplus)
  2. Studi e ricerche che hanno permesso di documentare l’importanza del settore ed i vantaggi che la partnership produce. Risulta infatti che nel 2006 risulta che nel 2006:
  • oltre il 50% della popolazione si e’ rivolta al settore sanitario privato, le cui strutture sono per oltre il 40% non a fine di lucro (PNFP);
  • il livello ospedaliero e’ rappresentato per circa il 50% dal settore privato (55 ospedali privati, di cui 45 “PNFP” e 56 ospedali pubblici);
  • circa 10.000 su 30.000 operatori sanitari appartengono al settore privato “PNFP” e 19 su 29 scuole per operatori sanitari (infermieri, tecnici ecc) esistenti in Uganda, sono “PNFP”.

Pur ricevendo soltanto il 7% del budget sanitario ugandese, il settore “PNFP” e’ stato in grado di erogare nel 2006:

  • oltre il 17% delle visite ambulatoriali;
  • oltre il 35% dei parti;
  • oltre il 26% delle vaccinazioni di base DPT3

In conclusione e’ auspicabile che, per il buon successo dell’iniziativa, il governo ugandese continui a potenziare l’integrazione tra il sistema sanitario pubblico e quello privato garantendo l’adeguata copertura finanziaria alle strutture accreditate e l’uniformita’ di trattamento al personale dei due settori per evitare pericolose migrazioni di risorse umane dall’uno altro e che tutti i partners per lo sviluppo sostengano e considerino prioritaria l’istituzionalizzazione di tale politica ad ogni livello.

 

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