La presenza di
strutture sanitarie private, prevalentemente non
a fine di lucro (Private non for profit –
PNFP), accanto a quelle statali, ha indotto il
Governo Ugandese e quello Italiano a varare uno
specifico programma “Public Private Partnership
in Health - (PPPH)” allo scopo di:
- regolamentare le modalita’
di collaborazione tra i due settori rafforzandone
l’integrazione;
- evitare la duplicazione di
strutture e servizi razionalizzandone la distribuzione
sul territorio per favorire l’accesso
della popolazione;
- contenere i costi e migliorare
la qualita’ dei servizi offerti.
Il protocollo d’accordo
intergovernativo sottoscritto nel 2001 prevedeva
la creazione di un ufficio di riferimento in grado
di:
- coordinare
le attività di “partnership”
a livello centrale e periferico;
- fornire assitenza
tecnica alla realizzazione della politica di
“partnership”, guidandone lo sviluppo
e la fase realizzativa;
- sostenere
e facilitare ogni forma di collaborazione tra
strutture pubbliche e private;
- condurre studi
e ricerche per potenziare i risultati dell’integrazione
tra i due settori;
- produrre e
distribuire materiale formativo ai gestori delle
strutture private ed informativo alla popolazione
per migliorare l’efficienza della collaborazione;
- coinvolgere
gli altri partners per lo sviluppo nel sostegno
alla integrazione tra il settore sanitario pubblico
e quello privato.
Il programma, iniziato nel 2003 ed attualmente in
fase di conclusione, ha contribuito al raggiungimento
dei seguenti risultati:
- Attivazione dell’ufficio
di riferimento sulla partnership tra pubblico
e privato nel settore sanitario “PPPH
Desk Office” a livello centrale e di oltre
40 “PPPH Offices” a livello periferico
(distrettuale).
- Elaborazione e stesura di un
documento tecnico in grado di fornire al legislatore
ugandese tutti gli elementi necessari alla corretta
formulazione della proposta di legge sulla partnership,
ovvero sull’integrazione dei servizi sanitari
pubblici e privati.
Il documento tecnico
in questione si compone di 4 parti:
- Parte prima: comprende l’analisi
della situazione esistente e le indicazioni
generali per l’integrazione fra enti sanitari
pubblici e privati (principi ed obiettivi della
Partnership).
- Parte seconda: presenta un’analisi
descrittiva del settore sanitario privato non
a fine di lucro (Private Not For Profit - PNFP),
individua i principi e le linee guida per l’integrazione
del settore privato PNFP con il settore pubblico
ed infine delinea i criteri che garantiscono
l’accreditamento delle strutture sanitarie
private PNFP, da parte del Governo.
|
|
-
Parte terza: presenta un
quadro descrittivo del settore sanitario privato
a scopo di lucro (Private Health Practitioners
- PHP), individua i principi e le linee guida
per l’integrazione del settore privato
PHP con il settore pubblico ed infine delinea
i criteri che garantiscono l’accreditamento
delle strutture private PHP.
-
Parte quarta:
inserisce per la prima volta la Medicina Tradizionale
e Complementare, molto diffusa in Uganda, come
terza componente del settore sanitario privato
nella Partnership con il settore sanitario pubblico
(il 60% della popolazione ugandese si rivolge
inizialmente alla medicina tradizionale). Il
documento sulla Medicina Tradizionale e Complementare
fornisce un quadro dettagliato delle pratiche
in uso attualmente nel paese, definisce gli
obblighi di tutela riconosciuti sia a livello
nazionale che internazionale rispetto alla Medicina
Tradizionale e Complementare e presenta le ragioni
a sostegno di una normativa (policy) per la
Medicina Tradizionale e Complementare.
- Formazione di oltre 1500 membri
dei comitati di gestione delle strutture no-profit,
di circa 100 gestori di strutture private a
fine di lucro e mappatura di oltre 2000 strutture
sanitarie con la creazione di un data base (in
collaborazione con l’organizzazione PHRplus)
- Studi e ricerche che hanno
permesso di documentare l’importanza del
settore ed i vantaggi che la partnership produce.
Risulta infatti che nel 2006 risulta che nel
2006:
- oltre il 50% della popolazione
si e’ rivolta al settore sanitario privato,
le cui strutture sono per oltre il 40% non a
fine di lucro (PNFP);
- il livello ospedaliero e’
rappresentato per circa il 50% dal settore privato
(55 ospedali privati, di cui 45 “PNFP”
e 56 ospedali pubblici);
- circa 10.000 su 30.000 operatori
sanitari appartengono al settore privato “PNFP”
e 19 su 29 scuole per operatori sanitari (infermieri,
tecnici ecc) esistenti in Uganda, sono “PNFP”.
Pur ricevendo soltanto
il 7% del budget sanitario ugandese, il settore
“PNFP” e’ stato in grado di erogare
nel 2006:
- oltre il 17% delle visite
ambulatoriali;
- oltre il 35% dei parti;
- oltre il 26% delle vaccinazioni
di base DPT3
In conclusione e’
auspicabile che, per il buon successo dell’iniziativa,
il governo ugandese continui a potenziare l’integrazione
tra il sistema sanitario pubblico e quello privato
garantendo l’adeguata copertura finanziaria
alle strutture accreditate e l’uniformita’
di trattamento al personale dei due settori per
evitare pericolose migrazioni di risorse umane dall’uno
altro e che tutti i partners per lo sviluppo sostengano
e considerino prioritaria l’istituzionalizzazione
di tale politica ad ogni livello.
|