
In
questo numero : |
Il
ruolo della Cooperazione Italiana nella fase di transizione
tra il
primo (2001-2005) ed il secondo (2006-2010) Piano Strategico
Sanitario Ugandese
L’attuazione della
Politica Sanitaria Nazionale (NHP) attraverso i Piani
Strategici Sanitari (HSSP) è diretta a promuovere,
nel quinquennio di riferimento, il miglioramento delle
condizioni di salute della popolazione ugandese.
Le principali innovazioni contenute nel Primo Piano Strategico
Sanitario (HSSP I) 2001-2005 erano rappresentate:
-
dall’adozione di un approccio integrato ai problemi
sanitari (Sector Wide Approach – SWAp) condiviso
tra paesi donatori e governo ugandese e da un maggior
ricorso al Budget Support
-
dall’introduzione dei servizi sanitari essenziali
(Uganda National Minimum Health Care Package –
UNMHCP) per la popolazione ugandese
-
dalla decentralizzazione dei servizi sanitari a livelli
piu’ vicini alle comunita’ di riferimento
attraverso l’istituzione dei sotto-distretti
-
da una rafforzata collaborazione con il settore privato,
presente soprattutto nelle aree piu’ remote
o svantaggiate del paese (Public Private Partnership
– PPPH).
L’HSSP I ha posto
le basi per lo sviluppo della sanità, istituzionalizzando
le strutture ed i processi per il funzionamento del sistema,
potenziando la sanità di base, decentrando l’erogazione
dei principali servizi ai distretti ed ai sotto-distretti,
riducendo le barriere geografiche attraverso la creazione
di nuove strutture sanitarie periferiche e successivamente
anche le barriere economiche mediante l’abolizione
dei ticket sanitari (user’s fee) nella sanità
pubblica. |
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Tali
interventi hanno portato al raggiungimento, ed in alcuni casi
al superamento, degli obiettivi prefissati dall’ HSSP
I nonostante la limitatezza delle risorse disponibili in termini
economici, di personale, di infrastrutture e di farmaci.
L’intero settore sanitario ha purtroppo risentito dei
limiti finanziari legati ad un budget che, se pure cresciuto
in valori assoluti, è apparso stabile in valori reali:
la crescita del 9% nel 2005 è stata erosa da una inflazione
al 6% e da una crescita della popolazione del 3,7% nello stesso
anno.
L’ HSSP II rappresenta un ulteriore sforzo
per consolidare ed ampliare i risultati ottenuti nel corso dell’
HSSP I ed é stato sviluppato attraverso un lungo ed intenso
confronto tra tutti gli interlocutori sanitari in Uganda. Presenta
una miglior strategia per raggiungere gli obbiettivi del Uganda
National Minimum Health Care Package (UNMHCP) ed un potenziamento
degli strumenti di coordinazione e di integrazione operativa.
La sua realizzazione sarà fortemente condizionata dal
finanziamento che il governo Ugandese ed i partner per lo sviluppo
riusciranno a garantire al settore sanitario: l’attuale
spesa sanitaria pro-capite annua prevista dal budget statale,
inferiore ai 10 US $ cui vanno aggiunti altri 8 US $ pro-capite
annui che i pazienti spendono per il ricorso a cure private,
è ancora lontana dai 28 US $ pro-capite annui considerati
necessari per il raggiungimento degli obiettivi del Millennium
Development Goals (MDGs) fissati per il 2015.
La Cooperazione Italiana oltre
ad aver partecipato attivamente alla preparazione del HSSP II,
intende rispondere a specifiche esigenze della nuova politica
sanitaria ugandese, sia per quanto concerne il contributo al
potenziamento delle strutture erogatrici di servizi sanitari
che al miglioramento della qualità delle cure.
Tenuto conto del suo ruolo leader nello sviluppo sanitario del
Nord Uganda, legato alle risorse umane e finanziarie impiegate,
alla capillare copertura territoriale, alla qualità degli
interventi e all’ottima integrazione con le comunità
locali, la Cooperazione Italiana, in vista dell’imminente
processo di pacificazione e l’avvio delle fasi di ricostruzione
nell’area, si propone di facilitare l’uscita dall’attuale
fase di emergenza, supportare la fase di ricostruzione e contribuire
al potenziamento del sistema sanitario locale.
Per il raggiungimento di questi obbiettivi previsti dal HSSP
II, la Cooperazione Italiana intende:
-
fornire un adeguato supporto
alla decentralizzazione dei servizi sanitari per renderli
piu’ accessibili alla popolazione;
-
promuovere l’integrazione
tra strutture sanitarie pubbliche e private a livello distrettuale;
-
migliorare il sistema di
riferimento dei pazienti;
-
favorire l’incremento
della qualità dei servizi sanitari, creando poli di
sviluppo per l’assistenza medica e la formazione del
personale;
-
aumentare il numero dei
medici, la cui scarsità, particolarmente evidente nel
Nord Uganda (il rapporto medico/paziente è pari a 1:44.000
nel Distretto di Kitgum e a 1: 30.000 nel Distretto di Gulu,
mentre nel resto del paese è di circa 1: 20.000), rappresenta
uno dei fattori che maggiormente limita la piena attuazione
della riforma sanitaria ugandese.
Giuseppe Braghieri, M.D.,
Health Program Coordinator
Italian Cooperation, Uganda
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Nelson Musoba,
M.D.,
Health Program Consultant
Italian Cooperation, Uganda
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