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Cesvi - Cooperazione e sviluppo
CESVI è un’organizzazione non governativa a scopi umanitari fondata nel 1985, con sede centrale a Bergamo, Italia. CESVI crede fermamente nella forza degli aiuti umanitari per migliorare le condizioni di vita di tutte quelle popolazioni gravate da guerre, fame, epidemie, disastri ambientali o provocati dall’uomo. Nell’acronimo
CESVI, le parole Cooperazione e Sviluppo, sottolineano l’importanza
che CESVI da sempre ripone nel coinvolgimento del beneficiario come
attore principale del processo di crescita. Su queste basi, CESVI cerca
di apportare il proprio contributo in termini di riabilitazione e di
sviluppo sostenibile nel lungo periodo, puntando sulle risorse locali
e sul diretto coinvolgimento dei beneficiari. Le attività che CESVI implementa a favore delle popolazioni indigenti sono:
In Italia e in Europa CESVI promuove programmi educativi per sviluppare la consapevolezza della solidarietà globale, per aumentare il numero di donatori e volontari e per influenzare società private e istituzioni pubbliche a sostenere progetti di cooperazione allo sviluppo. CESVI è registrata in Uganda come ONG internazionale dal 2000. Nel 2000 CESVI ha costituito a Kampala, Uganda, un ufficio per la Regione dei Grandi Laghi che copre Rwanda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo. Gli uffici di Kampala sono dislocati in Kyadondo Block 244, Plot 4025, Muyenga-Kisugu, PO BOX 33202 Kampala, Uganda, Tel. +256 41 268337 - Mob +256 772 613528, E-mail: cesviuganda@infocom.co.ug. Lo staff CESVI in Uganda è attualmente composto da 58 persone: 8 espatriati e 50 locali, oltre a diversi consulenti in specifici settori (Salute, Acqua e Igiene ambientale, Agricoltura e Micro-credito) di cui CESVI saltuariamente si avvale. Dal 2000 CESVI-Uganda è presente in quattro Distretti (Pader, Apac, Rakai ed Oyam) in cui ha implementato numerosi progetti sotto una larga varietà di interventi settoriali quali Educazione, Micro Finanza, Agricoltura, Sicurezza alimentare, Salute/HIV e Acqua e Igiene ambientale. La maggior parte di questi programmi rispondono alla crisi umanitaria in Nord Uganda, per la quale un ventennio di cruenta guerriglia ha prodotto più di 2 milioni profughi, o IDPs (Internally Displaced People), che necessitano di ogni forma di sussistenza primaria. Il nostro impegno verso la crisi umanitaria in Nord Uganda è cresciuto enormemente nel tempo. Il budget di CESVI degli ultimi due anni è infatti aumentato considerevolmente, passando da 1.9 a 2.9 milioni di Euro; il 67% del totale è stato destinato all’emergenza umanitaria, mentre il restante 33% a progetti di sviluppo. Durante il 2005 e il 2006, CESVI-Uganda ha implementato in totale 20 progetti (9 nel 2005 e 11 nel 2006), tutti messi in opera in stretta collaborazione con ONG locali e internazionali, insieme alle autorità distrettuali. Tra i maggiori donatori che hanno permesso l’implementazione di tali progetti ricordiamo: USAID (OFDA), il Governo Olandese, UNICEF, HIVOS, MAE (Ministero degli Affari Esteri), FAO, ECHO, Regione Lombardia, TROCAIRE, ISP e vari donatori privati. Sebbene i diversi interventi siano stati rivolti principalmente alle situazioni di emergenza, CESVI si ripropone costantemente di incentivare programmi di sviluppo e riabilitazione nel lungo periodo. Cesvi esiste per trasformare i valori della “solidarietà umana e della giustizia sociale in opere di aiuto umanitario e di sviluppo per l’affermazione dei diritti universali dell’uomo” in azione (Documento di Missione, 2000). Con questa dichiarazione di missione, Cesvi agisce per contribuire al raggiungimento degli otto Obiettivi del Millennio, il principale dei quali, che un po’ li riassume, è “sradicare la povertà estrema, ovvero dimezzare entro il 2015 il numero di persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno”. Pur essendo
un’organizzazione attiva in molti ambiti, Cesvi, da alcuni anni,
ha individuato cinque settori di punta che caratterizzano il suo impegno
per ridurre la povertà nel mondo: la salute (in particolare quella
materno-infantile e la lotta alle grandi pandemie come Aids e malaria);l’infanzia;
l’acqua e l’igiene ambientale; la difesa dell’ambiente
e lo sviluppo sostenibile; le azioni umanitarie in risposta alle emergenze
causate dall’uomo o dalle calamitá naturali.
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